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Sabrina Mezzaqui

Quando le parole atterrano

13.05 - 31.07.2006

Per entrare nel lavoro di Sabrina Mezzaqui ci vogliono tempo, pazienza, curiosità e una particolare sensibilità. Nonostante le opere possiedano in sé una raffinatezza e una poesia che emergono semplicemente, solo uno sguardo attento può apprezzare il lavoro meticoloso che Mezzaqui ogni volta compie perché ogni oggetto realizzato sia speciale. Il fare, il ritagliare, il disegnare, il ricamare, lo scrivere sono attività che l’artista esegue con amore e dedizione. I materiali impiegati -carta, perline, campanelli, stelle filanti – trasmutano la propria semplicità attraverso il fare artistico per diventare preziosi e rari elementi concettuali.

Ancora una volta le idee travolgono l’artista, i pensieri si depositano e scaturiscono nuovi pensieri che poi si concretizzano in figure, forme, disegni. In questo senso le parole atterranno, arrivano, per diventare inaspettatamente realtà.

In mostra Mezzaqui presenta nuovi lavori: un abito ricoperto di campanellini, presenza insolita  che si muove con estrema lentezza per le sale della galleria; un grande disegno ritagliato; coriandoli di carta bianca; filamenti di perline colorate danno vita a serpenti luminescenti; una breve storia scritta in bianco sulla parete bianca e una videoproiezione. Il video si intitola Fuochi. La ripresa si fissa su un’unica immagine: rami ghiacciati vicino ad un corso d’acqua. L’unico movimento percepibile è quello dei riflessi della luce sul ghiaccio.

Il bianco – il non colore che racchiude in sé tutti i colori –  ricorre in più lavori, con discrezione, rendendo impercettibile la mano dell’artista e vibrante di sola luce il segno di volta in volta tracciato. Leggere un testo bianco scritto su una superficie dello stesso colore non è automatico, per questo è richiesto allo spettatore lo sforzo di scoprire una seconda bellezza nei lavori di Mezzaqui, quella più nascosta e più sublime.