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Sabrina Mezzaqui

Messaggi inviati

05.06 - 30.07.1999

Perché la vita non è come un film? , si domanda Sabrina Mezzaqui in una lettera inviata da Pantelleria. Voleva stare lontano da Bologna, dalle sue abitudini quotidiane, e fare di questa esperienza la materia prima di una mostra. Così dal 10 ottobre 98 al 10 gennaio 99 si è “isolata” a Pantelleria. Ha affidato il suo numero di telefono alla sorella, a Massimo Minini e a me. Agli amici telefonava lei. Ma ha scritto spesso sia a noi che a loro.
Undici di queste lettere sono appese al muro come pagine di un libro non ancora rilegato: s’intitolano L’ombra delle cose perché, dietro la carta da lucido su cui le ha trascritte, traspare il disegno di alcune cose che racconta, e che poi sono diventate i lavori della Mostra. E’ una vera sceneggiatura dell’isolamento di quei giorni, ma non è un film. Il soggetto è infatti il desiderio quotidiano di essere nel pensiero dell’altro, un desiderio che la lontananza reale o mentale rende più forte e che ci spinge a inviare un messaggio.
Sabrina lo rappresenta nei piccoli arazzi di perline bianche e nere in cui appaiono brevissime frasi come quelle che oggi si lasciano nei display dei cellulari, O mio cuore (Messaggi inviati), nelle migliaia di bigliettini ripiegati, come quelli che ci si passava sotto il banco a scuola, che formano un gran tappeto, Pensierini; nelle cento buste da lettera e nei fogli che esse contengono, ambedue totalmente dipinti a pennarello con disegni sempre diversi: Cento di questi giorni. Ma anche il video Le mille e una notte/Radio Tunisi, che riprende il luccichio del mare di Pantelleria, è un modo per inviare un messaggio. Poi cambia registro e passa ai quaderni Exercise books, le pagine sembrano un merletto, le ha “ricamate” ritagliando quadrati, triangoli, cerchi. Un esercizio per passare il tempo perdendo un po’ di tempo, come spesso succede quando ci si sente isolati dal mondo. Infine la proiezione di una diapositiva di un’architettura indiana fa da fondale alla danza di una ballerina su un carillon che si è comperata a Pantelleria. Due ricordi di viaggio in cui la lontananza si raddoppia evocando sia quella che si prova rispetto alla propria casa quando siamo distanti, sia quella che ci colpisce quando riceviamo un messaggio da un luogo dove desideriamo ritornare.