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Sabrina Mezzaqui

Il pomeriggio è troppo azzurro

22.09 - 24.11.2001

“…se ti fai prendere dalle cose da fare, le cose poi ti portano. A volte per lavorare occorrono umiltà e disciplina. Raggiungere quel delicato equilibrio tra distrazione e concentrazione. Lasciare galleggiare quei pensieri che solitamente restano in sottofondo…” (Sabrina Mezzaqui, Marzabotto, ottobre 2000).

Con una seconda personale nella nostra galleria, Sabrina Mezzaqui inaugura la nuova stagione espositiva. L’artista bolognese si avvale di un linguaggio poetico che con strumenti e materiali semplici (carta, matita, perline, luce, ombra) arriva a suggerirci un incanto sospeso e fiabesco. Condizione indispensabile per la realizzazione delle opere è la paziente e meticolosa dedizione al lavoro, quasi a voler contare il tempo che passa, occupandolo. Forse un modo per esorcizzare l’ineluttabilità dello scorrere dei giorni, dando loro una forma ed un senso come in un gioco del pallottoliere, allo stesso tempo semplice e complesso.
In mostra appaiono opere che richiamano l’infanzia, la nostalgia di un tempo semplice e pieno di stupore, di uno spazio domestico ed intimo, intriso di poesia:

“Attraverso”: Sabrina trascrive un brano di bell hooks su due tende di perle. L’opera chiede di essere fisicamente attraversata per trasmetterci la poesia di cui essa è visivamente portatrice.
“Tappeto”: realizzato con ricami disegnati a pennarello su un grande foglio.
“Cancellato”: gemello del precedente, in negativo.
“Pagina di quaderno”: disegnata direttamente nell’angolo di un muro.
“Pomeriggio”: l’incanto della luce catturata da un’artista (o forse da una poetessa…)