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Alessandra Tesi

Opale 00 – Curated by Francesca Pasini

23.10 - 31.12.1999

“Opale 00” allude all’anno 2000, alla sigla di un colore e al brillìo instabile, opalescente, perlaceo di questa pietra preziosa.  Una luce che Alessandra Tesi ottiene arricchendo la tela con microbiglie di vetro che si amalgamano alla luce della proiezione, creando così un’interdipendenza tra pittura e immagine filmica.  Ricorda il processo dell’affresco antico, ma contemporaneamente mantiene autonome queste due pratiche visive: infatti, quando l’immagine scompare, appare questa luce sottopelle che invade il muro facendolo diventare un quadro monocromo a tutto campo.
Il video “Opale 00” è stato realizzato dal vero insieme alla Brigata dei Pompieri di Parigi ( la città dove Tesi vive la maggior parte dell’anno), non riprende però un vero incendio, ma lo stato di previsione, di allerta e di sperimentazione simulata della realtà.  Rappresenta il vuoto che si crea nello scorrere degli eventi visivi:  la pressione e l’acqua della schiuma copre ciò che c’è sotto, facendolo sparire.  E’ una forza in qualche modo analoga a quella distruttiva del fuoco, ma la fiamma come l’acqua sono visioni che sfuggono alla presa, che evocano sempre un vuoto sottostante.  “Mi sono interessata all’idea di allenamento, a uno spazio di attesa e non all’azione in sé.   La simulazione oltre ad essere una messa in scena della realtà è anche un allenamento alle sensazioni del reale.  Ho pensato a una scenografia che imita la perdita dei punti di riferimento”.
Le immagini si susseguono impetuose, a volte evanescenti, a volte nitide: ora tutto è acqua, ora appaiono gli specchi lucidi dei caschi dei pompieri su cui si riflette la città; ora sono in primo piano le bocche delle pompe.
La visione è liquida, translucida, magmatica, a volte è pura materia pittorica, a volte ha disegni precisi.  Dominano colori opalescenti, ma qua e là il rosso degli attrezzi ricorda sia la fiamma viva, sia quella metaforica che brilla nell’ “opale di fuoco”, una gamma molto pregiata di questa pietra.
Nella seconda stanza della galleria un lungo nastro (alto 120 cm) di tessuto argenteo, retroriflettente (quello che si applica a strisce nelle tute dei pompieri, degli spazzini, degli addetti alla manutenzione autostradale) fascia le pareti: è la tela su cui Alessandra Tesi ha dipinto alcune figure tratte dal video: sono dipinte con colori interferenti che, creando continui bagliori, ora mettono a fuoco, ora azzerano sia le immagini, sia la tela.  Dipende da come ci muoviamo e da come l’inclinazione della luce colpisce i nostri occhi.
Così Alessandra Tesi chiude il cerchio in cui colore e immagini, pittura e racconto filmico si muovono mostrando i bagliori che serpeggiano sotto la pelle del reale.  Illuminano lo spazio mobile della memoria e dell’immaginazione piuttosto che dettagli tangibili.  Appaiono solo se catturati con uno “specchio” (il film, la pittura), come succede con la luce del sole.