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Carla Accardi

Cenni e barlumi

18.03 - 06.05.2006

La Galleria Massimo Minini è lieta di presentare la quarta mostra personale di Carla Accardi.

“Adesso ci ritroviamo qui, davanti a queste sette tele, datate 2005. La stessa misura ogni volta, ogni volta un colore solo, steso direttamente sulla tela grezza. Sette colori, pieni, semplici, senza ambiguità e sfumature: rosso, blue, verde, arancione, azzurro, bianco, porpora. Il dinamismo e la serialità che hanno contraddistinto altri periodi del lavoro dell’artista, qui sono scomparsi. C’è un ritmo più controllato e sereno in queste sette tele. Ritorna una certa compostezza e armonia che erano già nei quadri dei primi anni ’80: i segni sono ampi, composti, semplificati, sembra siano stati stesi senza fretta, con un gesto preciso e sicuro. Emergono dallo sfondo con un profilo deciso, che delinea spazi e movimenti controllati. E’ come una scrittura arcaica, in cui i singoli segni si sono liberati da una possibile struttura preesistente e funzionale, dalla limitazione di un’organizzazione, per muoversi in uno spazio più aperto e meno congestionato. Frammenti di un linguaggio sconosciuto ma possibile, si ritrovano ora liberi, come per ricomporre un nuovo senso e una nuova grammatica: una ricerca di possibili regole e legami. In questo spazio nascono ulteriori associazioni e incontri: alcuni segni si fondono in nuovi ibridi, altri si avvicinano senza toccarsi (nel quadro verde) come se gravitassero intorno alla stessa orbita, allo stesso campo di attrazione. (…)
Da uno sfondo/ambiente comune, i segni emergono nella loro individualità, chiedendo attenzione per se stessi e per i pochi altri che li circondano. Ogni tela è lo spazio di una cellula più ristretta e solidale, dove il dinamismo a volte brulicante e a volte ripetitivo di altri momenti, si è composto in equilibri più sereni, in relazioni più stabili e armoniche. Ogni tela è un campo di azione dove i segni provano la possibilità di un loro equilibrio.
Nel contesto più ampio dello spazio espositivo, questi sette campi, queste sette cellule, entrano a far parte di un dialogo a distanza. Pur mantenendo ognuno una propria identità e specificità, un proprio sistema interno di regole ed equilibri, provano a stabilire tra loro un dialogo fatto di corrispondenze e nuove possibilità di relazione. Allargando lo sguardo su un sistema e una struttura più ampia, possiamo leggere, allora, nuove ed ulteriori capacità di comunicazione.”

Tratto da Strutture e relazioni. La modernità di Carla Accardi, di Luca Cerizza, in “Carla Accardi. Cenni e barlumi”, edizioni L’Obliquo, Brescia, 2006.